di Paolo Cavaleri
CINETICA – Voglio cominciare così: “Un’opera di bene, può arrivare in forme diverse – La grandezza, non risiede nell’essere forti, ma nel giusto uso della forza, è il più grande colui la cui grandezza trascina il maggior numero di cuori grazie all’attrazione del proprio -”. Sono parole di una pellicola da guardare, enunciate dal politico americano Henry Ward Beecher, e nonostante in questa i temi siano molti, credo possano essere raccolti sotto il concetto di diversità. Tante opere trattano molte idee, ma non è la mancanza di messaggi che è tipica dei nostri tempi moderni, bensì la loro applicazione.
Se accettiamo l’idea che essere diversi, può essere normale, allora qualsiasi forma di paura potrà essere superata e ogni limitazione ai valori profondi dell’uomo sarà così annullata. Fra il dentro e il fuori scegliamo sempre il fuori, ma è da dentro che tutto viene: espressioni, pensieri, parole e volontà. Senza il dentro il fuori sarebbe vuoto e senza il diverso il normale non esisterebbe.
Wonder – (2017).
“Siate gentili, perché tutti combattono una battaglia dura, e se vuoi davvero vedere come sono le persone, non devi fare altro che guardare”
August è un bambino nato con la sindrome di Treacher Collins, cresciuto nell’amore dei genitori, la sorella Olivia, la sua migliore amica Miranda, e il loro cane. Auggie, così affettuosamente chiamato, non ha mai interagito con altri bambini per la sua condizione: ventisette interventi chirurgici per farlo respirare, vedere e parlare meglio, lo hanno costretto nei primi anni ad apprendere e fare i compiti a casa.
Presto i genitori sceglieranno una scuola, così, il bambino dalla faccia strana, con la passione per la scienza che cammina per le strade con un casco da astronauta, dovrà interagire con suoi coetanei, normali, ordinari, ma forse non tutti tolleranti e gentili. Dal primo giorno di scuola è stranito, parla con altri ragazzi, e come in ogni percorso umano, e importante come quello scolastico, troverà insegnanti, falsi amici e compagni di giochi.
Guarda Osserva Comprendi – “Wonder” è una pellicola del 2017 di Stephen Chbosky che vede le interpretazioni di Julia Roberts, Owen Wilson, Jacob Tremblay, Izabela Vidovic, Mandy Patinkin, Daveed Diggs e altri ancora. Storia che tocca tematiche importanti come il bullismo, l’infanzia, l’educazione e la famiglia, le quali se viste attraverso la lente del concetto di diversità amplificano di senso e il legame di connessione fra di loro.
Il film illustra, anche, la stessa vicenda dal punto di vista dei co-protagonisti: la sorella Olivia, che amando il fratello, comprende l’attenzione maggiore riservatagli dai genitori, l’amica di famiglia Miranda, che per affetto mancato di alcune figure annuncia nel campo estivo di avere un fratello come Auggie, il primo piccolo amico del protagonista, avvicinato al nuovo arrivato per consiglio degli adulti, ma divenuto sincero per ammirazione e vera simpatia.
La narrazione è comunque approfondita dai sentimenti degli stessi attori: le diverse esistenze, non esplicate ma presenti della madre, educatrice del figlio che rimanderà un corso di studi, e il padre, di contorno agli eventi ma necessario al tragitto di crescita del bambino.
Buona visione – Solo un ultimo concetto, espresso dal protagonista, perché come in realtà solo gli infanti pensano per cuore disinteressato, essi spesso esprimono un pensiero diverso ma valido per tutti:
“… forse la verità è che davvero non sono normale, forse se sapessimo quello che pensano gli altri capiremmo che nessuno è normale e che tutti meritiamo una standing ovation almeno una volta nella vita”